“Il motto è quello solito: domenica tutti a Latina perché ci sarà da soffrire e vedere una gara importante – proclama il presidente Leonardo Zeppieri – Mi auguro che sia una bella serata di sport e poi andremo lì con un americano in più, il che non è poco’.
Ad un certo punto eravamo in campo con cinque italiani, il che significa che il nostro roster è valido anche nel gruppo degli italiani oltre che degli stranieri.
Il modo autoritario con cui si è battuto la superpotenza brindisina fa nascere qualche rammarico per una classifica che poteva essere da imbattuti, malgrado la sfortuna che ha colpito la comitiva di Cancellieri con l’ennesimo grave forfait di Robinson: ‘C’è rammarico perché potevamo stare a 8 punti, cioè due in più rispetto all’attuale: lasciamo stare la sconfitta beffa di Rimini, però quei due tiri liberi sbagliati nei secondi finali contro Pistoia sono stati clamorosi.
Ma con la crescita anche dell’italoamericano Missere, andato vicino al record di sempre in Legadue per la sua performance nel tiro da due nell’ultima gara contro Pavia, i cugini pontini sembrano non essere troppo Rivers-dipendenti: ‘Andremo a giocarci la partita sapendo che sarà ancora più dura rispetto a quella di Brindisi, vista la valenza della rivalità – dice coach Cancellieri – Però la stiamo preparando come una partita normale: per gente esperta come quella che abbiamo noi, infatti, i derby diventano partite belle da giocare e non con pressione’.
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http://www.basketnet.it/news/116381/zeppieri__tutti_a_latina__con_un_draper_in_pi
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«Non è facile uscire dalla scatola, come non è facile uscire dal sistema», così dice Alessandro Bergallo parlando del suo spettacolo, Box, che sarà alla Tosse da lunedì fino a sabato 28. Uno spettacolo in prima assoluta che vede in scena un solo attore, cosa inconsueta per la Compagnia della Tosse, e il cui testo è stato scritto a quattro mani con Emanuele Conte, qui anche regista. La coppia «schizofrenica» Bergallo-Conte, come la definisce il direttore artistico del teatro Massimiliano Civica, si è conosciuta lo scorso anno in occasione di una sostituzione nello spettacolo Mistero dei Tarocchi, e da qui è nata una nuova collaborazione atta a proseguire nel futuro. «Alessandro è un caratterista di talento» dice Emanuele Conte «e io ne sono rimasto affascinato tanto da pensare di investire molto su di lui, così capace di trasmettere il gran piacere che prova nello stare in palco. Un piacere che aveva sin da bambino e che per ostacoli da parte della famiglia è riuscito a coltivare solo dopo un lungo percorso da bancario».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337961
I candidati dell’Italia migliore? Nessun «pacchettaro di tessere» in lista per le Europee nell’Idv, dice Di Pietro, ma solo «candidature di qualità», perché «il nostro programma è scritto nelle storie delle persone che candidiamo». Niente politici in carriera, ma società civile? Be’ insomma, parliamone. Al Sud dopo infinite pressioni dovrebbe comparire in lista per l’Idv il nome di Nicola Marrazzo, capogruppo del partito alla Regione Campania e presidente della commissione bilancio regionale, l’organo che per Bassolino smista i fondi pubblici ed europei su sanità, appalti, monnezza. Non è un nome qualunque quello di Marrazzo, lo sanno bene i cronisti del Mattino di Napoli, che per primo ha dato l’indiscrezione. La famiglia Marrazzo ha attività (imprese di smaltimento rifiuti) a cui la Dia ha negato le certificazioni antimafia; il nome dell’ex consigliere comunale Nicola Marrazzo poi compare nell’informativa dei carabinieri sullo scioglimento del comune di Casandrino, in provincia di Napoli, per infiltrazione camorristica qualche anno fa (e detto per inciso, al posto di Marrazzo in Regione dovrebbe subentrare certo Carmine De Luca, che risulterebbe nel mirino della procura di Nola per storie che riguardano la sua attività di sindaco di Palma Campania).Senza tirare in ballo De Magistris, indagato per abuso d’ufficio e piazzato ai primi posti in tutte le liste dell’Idv (i posti a Strasburgo difficilmente saranno abbastanza per Di Pietro, meglio essere sicuri su chi ci entrerà), passiamo alla famigerata «società civile».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337796
«Sconti sull’Irap alle imprese che in questo momento di crisi economica mantengono o addirittura aumentano l’occupazione». La proposta, lanciata ieri dal sindaco, ha trovato subito una sponda nel presidente di Confapi Milano Paolo Galassi («finalmente una voce istituzionale a difesa delle piccole e medie imprese, che devono poter contare su risorse per innovare ed essere più forti», ha affermato). Letizia Moratti promuove «la strada opposta» a quella, indicata nei giorni scorsi dal segretario del Pd Dario Franceschini, di prevedere un assegno di disoccupazione per tutti. «Meglio dare incentivi a occupare, piuttosto che incentivi a lasciare a casa i disoccupati», sostiene il sindaco. Perché «l’assegno di disoccupazione invece può tradursi in questo. Giustamente invece Berlusconi dice che si potrà intervenire con nuove misure, e mi permetto di dire che ad esempio alle imprese che dovessero decidere di mantenere i loro lavoratori o assumerne nonostante le difficoltà, uno sconto sull’Irap potrebbe essere un incentivo a creare nuovi posti». In chiave anti-crisi, anticipa invece che il Comune sta lavorando ad un pacchetto di sconti sulla spesa e i prodotti per bambini, destinato alle mamme milanesi in difficoltà. Una stoccata quindi agli attuali vertici del Pd, ma anche all’ex governo Prodi che hanno lasciato a Milano problemi come quello dell’ex Marchiondi occupato: «È una delle criticità – ha ammesso il sindaco durante la trasmissione Orario Continuato su Telelombardia -, al prossimo tavolo per la sicurezza in prefettura lo farò inserire tra le priorità, e lo faremo inserire tra gli obiettivi da presidiare in maniera rafforzata dai militari».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335203
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Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335289
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha querelato Amina Sheik Said, la donna somala che ha denunciato di essere stata maltrattata dalla polizia di frontiera dell’aeroporto di Ciampino. L’annuncio è stato dato ieri dalla “Padania” e da “Libero” con titoli adeguati allo scoop: Maroni ha scoperto che la sedicente vittima di odio razziale in passato era stata trovata in possesso di una sostanza stupefacente denominata «khat». Normale, dunque, ordinarle di spogliarsi per essere sottoposta a un’ispezione vaginale.Ed evidente l’ennesima montatura messa in atto dalle sinistre per accreditare la convinzione che in Italia esista un ‘allarme razzismo’. E che, addirittura, il razzismo sia un ‘mostro che sta riapparendo sulla scena in forme diverse dal passato’, come ha dichiarato di recente il leader no global Gianfranco Fini.Dalla ricostruzione che è alla base della querela (alla quale il ministro ha aggiunto una richiesta di risarcimento danni) si apprende che le nostre guardie di frontiera hanno effettivamente ordinato ad Amina Sheik Said di spogliarsi e hanno anche chiesto e ottenuto che fosse sottoposta a una radiografia. Quando i controlli hanno dato esito negativo, la donna è stata lasciata libera.Se, come è giusto, la sedicente vittima sarà condannata a risarcire i danni d’immagine provocati dalla sua denuncia, il ricavato potrà essere utilmente reinvestito in un corso di aggiornamento sul ‘khat’ (catha edulis), un’erba leggermente anfetaminica che in Somalia viene consumata come da noi il vino e che ha il limite di produrre qualche effetto solo quando è fresca: dopo tre giorni ’scade’ e tra l’altro puzza.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79646
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Era un appuntamento fisso nell’agenda politica di mezz’estate. Nei giorni in cui il Parlamento chiudeva per ferie e i suoi inquilini si disperdevano in giro per il mondo a svacanzare, Romano Prodi convocava gli affetti più cari (parenti, amici, amministratori locali e giornalisti al seguito) a Bebbio per festeggiare tutti assieme il suo compleanno. Mentre i colleghi deputati davano l’assalto ad aerei e velieri, il Professore faceva professione di modestia e il 9 agosto stappava champagne e tagliava gigantesche torte nel paesello sull’Appennino reggiano dove la sua famiglia possiede un palazzotto. Era la data simbolo del prodismo, con la sua umiltà esibita, la discrezione sbandierata, l’understatement ostentato. Un raduno domestico celebrato davanti alle telecamere, una ricorrenza privata usata per arpionare una prima pagina.
Quest’anno non c’è nulla da sbandierare. Domani Romano Prodi non spegnerà le 69 candeline a Bebbio, ma neppure a Castiglione della Pescaia, nel bungalow sotto una pineta dove l’anno scorso si era riposato con la famiglia. Niente rimpatriate con il clan, soprattutto niente giornalisti o fotografi. Festeggerà in viaggio, di ritorno da Marettimo, l’isola delle Egadi più lontana dalla Sicilia, dove ha passato le ultime tre settimane. Attorno a sé non vuole altri che la moglie, i figli, i nipoti. Nessuno che lo disturbi con domande su Veltroni o D’Alema, Letta o Tremonti, Cina o Tibet.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281731