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Il Papa: “Chi nega la Shoah nega la Croce” Le scuse di Williamson: “Frasi imprudenti”
Gennaio 30, 2009, 10:55 pm
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Roma – “Chi nega il fatto della Shoah
non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo”. Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in
una nota trasmessa dalla Radio Vaticana. E a poche ore di distanza ecco la pubblica richiesta di scuse del vescovo negazionista Williamson diretta alla Santa Sede. L’accostamento tra la Shoah e il mistero di Dio e della Croce rende “tanto più grave”, per il
portavoce del Papa, la negazione quando “viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o
no con la Chiesa cattolica”.
Mercoledì scorso, ricorda Lombardi, “il Papa ha ripreso la profonda meditazione del suo discorso nel campo di concentramento di
Auschwitz. Non ha solo condannato ogni forma di oblio e di negazione della tragedia dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma ha
richiamato i drammatici interrogativi che questi eventi pongono alla coscienza di ogni uomo e di ogni credente”.

Fede messa a dura prova Infatti “è la fede nella
stessa esistenza di Dio che viene sfidata da questa spaventosa manifestazione della potenza del male. La più evidente per la
coscienza contemporanea, anche se non la sola”. Tutto questo, rileva la nota vaticana, “Benedetto XVI lo ha riconosciuto lucidamente
nel discorso di Auschwitz, facendo sue le domande radicali dei salmisti a un Dio che appare silente e assente”.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324964



Battisti 3/Si, è inutile fermare il pallone
Gennaio 30, 2009, 10:05 pm
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Il calcio non c’entra. Hanno detto per anni «fuori la politica dagli stadi» e ora ce la infilano di traverso: perché annullare una partita? Perché cancellare uno spettacolo? Perché rovinare una serata alla gente? Cesare Battisti non può sfregiare anche Italia-Brasile a Londra. Cancellare per ritorsione un match di pallone è la cosa più facile e contemporaneamente impopolare che si possa fare. Si prende la cosa alla quale gli italiani tengono e si punta tutto lì, sapendo che farà rumore, che farà scalpore. Ma la Figc non è la Farnesina, il commissario tecnico non è un ambasciatore, i calciatori non sono consoli. Non sanno neanche chi sia Cesare Battisti: sanno quello che hanno ascoltato al telegiornale e quello che hanno letto sui quotidiani. La diplomazia e la giustizia sono cose troppo serie per lasciarle gestire a undici ragazzi in calzoncini e il calcio è una cosa già troppo complicata per dargli pure una responsabilità politica.
Abbiamo relazioni economiche con il Brasile, ma non le abbiamo sospese. Così non possiamo sospendere le relazioni sportive. Altrimenti qual è il passaggio successivo? Mettere fuori rosa Kakà, Adriano, Julio Cesar, Ronaldinho? Certo, è un paradosso. I club non rappresentano una nazione. La Nazionale sì. Allora dicono che la bandiera, dicono che la maglia azzurra simboleggia il Paese e quindi lo Stato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324956



la lettera di oggi
Gennaio 30, 2009, 8:05 pm
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Abbiati, Zambrotta, Bonera (o Nesta), Senderos (o Maldini), Jankulovski; Beckham o Seedorf), Pirlo, Ambrosini, Kakà, Sheva e Pato: ecco il mio Milan preferito, con Ronaldinho in panchina. Cosa ne pensate? Franco Cardile – Messina

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324852



Un anno di grandi decisioni a favore dei clienti
Gennaio 30, 2009, 3:42 pm
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Frans de Waal, il maggior esperto di primati al mondo, sostiene che, alla luce dei suoi studi sui nostri antenati, le espressioni ‘la vita è una giungla’ e ’sopravvive solo il più adatto’ vanno rivisti. Non significa, scrive, che l’uomo per affermarsi deve necessariamente ingannare e sopraffare il suo simile, sfruttare il prossimo con la forza e il cinismo. Nella giungla ci sono i serpenti ma ci sono anche le scimmie. L’uomo, ricorda de Waal, è un animale sociale, quindi il più adatto a sopravvivere è colui che sa vivere in armonia con il suo gruppo, che dal gruppo riceve e al gruppo dà quando tocca a lui assumersene la responsabilità. Dice che lealtà, affidamento e fiducia fra i membri di un gruppo sono scritti nel patrimonio genetico dell’uomo: li abbiamo appresi proprio nella giungla, dove abbiamo imparato che il nostro benessere e la nostra sicurezza dipendono dal benessere, dalla sicurezza e dalla solidarietà degli altri. Sta a noi coltivarli o rinnegarli.Quando, il 21 ottobre i soci di maggioranza (Gruppo Doris e Fininvest) hanno deciso di ripianare tutte le perdite subite dai diecimila clienti di Banca Mediolanum coinvolti nel fallimento della Lehman Brothers, il presidente Ennio Doris ha dichiarato: ‘Vogliamo dare al mercato un forte segnale di estrema attenzione, da partner leale e affidabile quale siamo sempre stati, nei confronti di chi ha avuto fiducia in noi’. Costo dell’operazione per i due soci: 120 milioni di euro.Ma la spiegazione data in quell’occasione dal presidente, può valere anche per le precedenti iniziative straordinarie prese nel 2008 da Mediolanum a favore dei propri clienti, che mai prima erano state messe in atto da alcun istituto finanziario.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324820



Battisti 1/Bugie e deliri per autoassolversi
Gennaio 30, 2009, 2:03 pm
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Era inevitabile: l’assurda decisione del governo brasiliano di concedere asilo politico a Cesare Battisti, condannato in Italia a due ergastoli per omicidio e rapina (ma nel suo curriculum figura anche una violenza carnale su una disabile), non comporta solo che un assassino venga sottratto alla sua giusta punizione. Produce anche lo sgradevolissimo effetto collaterale che ora dobbiamo sorbirci gli insultanti vaniloqui dell’assassino medesimo.
In questa pagina pubblichiamo quello che Battisti ha vomitato contro il nostro Paese sul settimanale Istoe. Per quanto riguarda le indegne parole su Alberto Torregiani, una delle vittime di questo delinquente comune travestito da rivoluzionario, la verità la trovate nell’intervista qui sotto: parla l’uomo che il mascalzone e la sua banda hanno reso in un colpo solo orfano e invalido. E tanto basta.
Per il resto, l’odioso impasto di calunnie, insinuazioni, finto stupore e autoassoluzioni a uso e consumo della Corte Suprema brasiliana (che potrebbe – speriamo – ribaltare l’ideologica presa di posizione di Lula e dei suoi ministri) si commenta da sé. Solo alcune precisazioni, dunque.
Innanzitutto è falso che Battisti abbia abbandonato le armi dopo l’omicidio di Aldo Moro, nel maggio 1978. Il delitto Torregiani, per il quale, ripetiamo, è stato condannato all’ergastolo, fu compiuto nel febbraio 1979. E lui fu arrestato nel giugno dello stesso anno, insieme con alcuni complici, in una base terroristica di Milano, dove vennero sequestrati mitra, fucili, pistole e documenti falsi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324959



Rimini, bruciarono clochard: sono già “liberi” 2 mesi dopo
Gennaio 30, 2009, 12:45 pm
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Ingiustizia è fatta. L’aggravante dei futili motivi – che più che futili erano solo tanto abbietti quanto stupidi – vada pure a farsi benedire. I giudici di Rimini ci (ri)confermano quanto valga la vita: poco, pochissimo. Un tentato omicidio, giusto per rompere la noia di una serata brumosa senza discoteca, si paga con due mesi di carcere. E un poco di lavoro travestito da assistenzialismo.

«Bravi ragazzi, in fondo, figli di buone famiglie» quei quattro che lo scorso 10 novembre diedero fuoco a un clochard appisolato su una panchina. Un uomo «senza nome», con un presente fragile e un futuro senza speranze. Si chiama Andrea Severi, 46 anni, pugliese, ma per i magistrati forse più che un’identità questo è solo un dettaglio. Lui, ancora ricoverato in ospedale a Padova per le gravi ustioni che gli ricoprono il 40 per cento del corpo, alla fine sembra nient’altro che un «intoppo». Non ha avvocati, amici, nessuno che abbia urlato a nome suo.

Dicono che non abbia mai voluto accettare la carità. Prendeva la sua vecchia bicicletta e peregrinava tra la chiesa delle Colonnelle e il palazzetto dello sport. Le medicine e un po’ di cibo gliele passava il prete. «Ma lui alla fine voleva sempre restituire i soldi», racconta don Antonio Moro.

I bravi ragazzi, tra i 19 e i 20 anni, che con una tanica lo hanno cosparso di benzina per poi accendere la fiamma, adesso hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324801