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Studiava da avvocato
Novembre 3, 2008, 4:15 am
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RomaDiavolo di una Donatella Finocchiaro. Il Marc’Aurelio, che ha vinto al Festival internazionale di Roma, appena chiuso, quale migliore interprete femminile nel film Galantuomini di Edoardo Winspeare, è ancora caldo e lei, catanese classe 1970, se n’è volata subito a Palermo per girare La Sicilia, docufilm di e con John Turturro. «Sono scesa adesso dall’aereo e non ho la minima idea di che cosa andrò a fare. Interpreterò me stessa, Donatella, e sarò un’amica di gioventù che Turturro, nel suo peregrinare siciliano, incontrerà per caso. Si tratta di un documentario sulle bellezze e sulle asprezze di questa nostra terra martoriata e nobile. La sceneggiatura è ancora tutta da imbastire!», ride lei, forte del riconoscimento che pubblico e critica le hanno tributato all’Auditorium, dove la sua Lucia, boss in gonnella del Salento in bilico tra legalità e Sacra corona unita, ha convinto e commosso.«Quel lungo applauso, a fine proiezione, mi ha toccato nel profondo. Perché io non ho scelto di fare l’attrice, per essere applaudita, stare sui giornali, o avere fama e soldi. No, io miravo all’amore della gente. E quello, ora, sento di averlo e mi riempie di gioia». Sembra sincera e lo è: basti pensare che aveva una carriera da avvocato arcisicura, in un noto studio legale di Catania e l’ha piantata in asso per venire a Roma, inseguendo il vento della passione per la settima arte e incurante dei timori paterni, quanto al salto nel buio, verso l’incerto mestiere di attrice.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303027


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