Euroxnews’s Weblog


Altro che Robin Hood – Economia
Agosto 24, 2008, 10:13 pm
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L’evasione fiscale in Italia ha tanti volti. È stata ed è certamente espressione dello scarso spirito civico, segno storico della vicenda nazionale. È stata ed è certamente frutto della distanza tra settori vasti di cittadini e la res publica, mai sufficientemente publica da meritare adesione convinta alle regole formali sancite dal patto di cittadinanza. Tuttavia, l’evasione non è stata e non è solo patologia. Anzi. L’evasione fiscale è stata ed è essenzialmente fisiologia del complesso ed anomalo meccanismo economico italiano. Non a caso, l’Italia detiene saldamente il primato della più elevata evasione fiscale tra i paesi sviluppati, insieme al primato del più elevato debito pubblico. L’evasione fiscale è stata e continua ad essere parte fondamentale della costituzione materiale del Paese. È stata la condizione di sopravvivenza di una parte consistente del pulviscolo di imprese individuali e delle moltitudini di lavoratori autonomi, presenti in Italia in numero quasi doppio rispetto alla presenza in altri Paesi a noi comparabili. Per questo, quando l’ex Ministro Padoa-Schioppa definiva ‘ladri’ (lessico, non a caso, mai usato da Visco) gli evasori faceva una assurda generalizzazione, astrattamente condivisibile, ma sbagliata sul piano etico e perdente sul terreno politico, poichè metteva insieme l’artigiano stressato da 14 ore di lavoro al giorno, costretto all’evasione per rimanere o, almeno illudersi di essere, tra le ultime file delle classi medie e il professionista con yatch e case per le vacanze sparse per l’Italia, evasore per profondo egoismo sociale, segno morale di larga parte delle classi dirigenti italiane.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78136



Josef Koudelka, gli occhi della rivolta – Una primavera a Praga
Agosto 24, 2008, 9:42 pm
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Josef Koudelka tra le sue fotografie, quelle di Praga 1968. Adesso, trent’anni dopo, sono in mostra anche in Italia, a Milano, la storia d’allora alla prova del presente e della distanza. Di mezzo il «muro di Berlino», che è crollato, e il crollo sembra aver moltiplicato gli anni.Josef Koudelka di anni ne ha settanta, ne aveva diciotto all’epoca di Budapest, trentenne fotografò i carri armati del Patto di Varsavia e del socialismo reale nelle strade di Praga. Koudelka, la camicia verde militare, le maniche rimboccate, i capelli biondi un po’ lunghi un po’ sparsi, sembra molto più giovane, forse per l’allegria e per l’ironia o per le maniere disincantate con le quali parla del suo passato, ad esempio di quella notte d’agosto quando tre volte un’amica lo avvertì che qualcosa di eccezionale stava avvenendo a Praga, che stavano arrivando i russi, e tre volte si girò dall’altra parte e si rimise a dormire. Finalmente si decise a dar retta alla sua informatrice. scese in strada e cominciò a fotografare. Fotografò per giorni e giorni, consumò metri e metri di pellicola, nascose dove poteva il risultato del suo lavoro e alla fine si ritrovò con uno straordinario reportage, come mai si sarebbe sognato: la cronaca in diretta della rivolta di Praga, della passione di un popolo che aveva creduto in Dubcek e nella sua strada.  Parla sorridendo, tra inglese francese spagnolo italiano. <br><br><small>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78173 </small>



Al ristorante conta soprattutto il cibo
Agosto 11, 2008, 3:36 am
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FALSO. Il piatto più prelibato e magnificamente decorato non vale il «feeling», le sensazioni evocate da atmosfere ad hoc. È questa la chiave per conquistare il cuore dei clienti. Con buona pace degli chef.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282304



Sentieri di sangue dall’Aspromonte a Milano
Agosto 11, 2008, 2:15 am
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«Se ne era allontanato ma, inesorabilmente, la montagna lo aveva riattratto. Chi là nasceva là moriva. Due le cause di morte: la fatica e il piombo…». È a un retroterra del genere che tre figli dell’Aspromonte decidono di ribellarsi, e lo fanno in modo inesperto, banale, tragico: con la violenza. Rubano, sequestrano, si avvicinano alla ’ndrangheta, ed è come se l’odore del sangue di volta in volta li facilitasse nell’uccidere. Finiscono per «fare carriera» in una Milano piena di trafficanti di droga e terroristi arabi, dimentichi mai del tutto della strana eredità di affetti e tradizioni arcaiche che ogni tanto fa capolino nel loro cuore. Ma il destino è segnato, come spesso capita alle Anime Nere, thriller di Gioacchino Criaco (Rubbettino, pagg. 216, euro 14).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282278



Vandali e barboni, le biblioteche vogliono la scorta
Agosto 11, 2008, 1:46 am
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Li riconosci dai sacchetti di plastica pieni dei loro stracci. Alcuni se li stringono forte forte a sé, trascinandoli da una sala all’altra. Altri li parcheggiano davanti alle porte di vetro, sicuri che nessuno li toccherà. E infatti chi osa mettere mano in quelle cianfrusaglie? Solo loro, i barboni, gli inquilini speciali delle biblioteche rionali. Ad Affori come in Chiesa Rossa o al parco Sempione.Entrano nelle sale lettura fin dalla mattina e ne escono solo a tarda sera. E non senza creare problemi. Molti, all’ora di chiusura, non vogliono andarsene e pernottano nelle zone circostanti. Fanno pure i loro bisogni davanti all’ingresso. E chi cerca di allontanarli si becca una serie di insulti e raramente ottiene risultati. Il personale della biblioteca non sa come trattarli, anche perché spesso si trova di fronte persone con evidenti disagi mentali o ubriachi fradici. Ma che fanno i barboni fra libri e riviste? Leggono, disturbano gli utenti, chiedono spiccioli, bevono, qualche volta dormono. Insomma, fanno proprio quello che farebbero anche per strada. Ma qui sono al riparo dalla pioggia, dal vento e anche dal caldo, grazie all’aria condizionata che garantisce loro qualche ora da passare al fresco. Non solo barboni, però. Alcune delle 23 biblioteche rionali presenti in città sopravvivono nel degrado. Non tanto perché magari piove dentro per il pessimo stato in cui si trovano i soffitti, come succede per esempio nella splendida sede della biblioteca di Affori, all’interno di villa Litta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282401



DI GIOCHI
Agosto 11, 2008, 12:44 am
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Tre punti per mettersi in tasca la sicurezza matematica della qualificazione ai quarti. Oggi per gli azzurri del calcio c’è la Corea del Sud, un nome che evoca tristi presagi. Per l’incontro che può già valere il passaggio al turno successivo, in programma alle 19,45 locali (le 13,45 italiane) sempre a Qinhuangdao, il tecnico Pierluigi Casiraghi recupera Tommaso Rocchi, assente nella gara inaugurale con l’Honduras. Il centravanti laziale, unico fuoriquota della formazione azzurra, ha smaltito la contusione al polpaccio e ieri si è allenato con i compagni. «Sono ottimista, ma andrò in campo se sarò al 100 per cento», dice Rocchi che lascia aperto il ballottaggio con Acquafresca, già impiegato contro l’Honduras. In attacco Casiraghi confermerà invece Sebastian Giovinco e Giuseppe Rossi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282222



«Finalmente una scelta non romanocentrica»
Agosto 8, 2008, 9:32 pm
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«Nella prospettiva regionale, dove si è trovata adesso l’opposizione per il significato tutto politico delle ultime amministrative regionali, e dove ha dovuto svolgere la propria azione contro una visione romano-centrica della Regione, la nomina di Alfredo Pallone coordinatore regionale, è la dimostrazione dell’impegno che Forza Italia vuole dedicare ora alle altre province, in continuità ideale con il lavoro svolto da Francesco Giro per la conquista della capitale». Lo dichiara in una nota Romolo Del Balzo, consigliere Pdl alla Regione Lazio. «Pallone – aggiunge – è memoria storica delle battaglie di Forza Italia per una regione vicina a tutti i cittadini; è grande conoscitore delle singole realtà territoriali ed è persona equilibrata capace di mediazione, sia con gli altri partiti come testimoniano le attestazioni di stima di esponenti politici di tutti gli schieramenti, sia all’interno del partito stesso».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281879



L’amaro compleanno di Prodi: “Dimenticatemi”
Agosto 8, 2008, 4:07 pm
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Era un appuntamento fisso nell’agenda politica di mezz’estate. Nei giorni in cui il Parlamento chiudeva per ferie e i suoi inquilini si disperdevano in giro per il mondo a svacanzare, Romano Prodi convocava gli affetti più cari (parenti, amici, amministratori locali e giornalisti al seguito) a Bebbio per festeggiare tutti assieme il suo compleanno. Mentre i colleghi deputati davano l’assalto ad aerei e velieri, il Professore faceva professione di modestia e il 9 agosto stappava champagne e tagliava gigantesche torte nel paesello sull’Appennino reggiano dove la sua famiglia possiede un palazzotto. Era la data simbolo del prodismo, con la sua umiltà esibita, la discrezione sbandierata, l’understatement ostentato. Un raduno domestico celebrato davanti alle telecamere, una ricorrenza privata usata per arpionare una prima pagina.

Quest’anno non c’è nulla da sbandierare. Domani Romano Prodi non spegnerà le 69 candeline a Bebbio, ma neppure a Castiglione della Pescaia, nel bungalow sotto una pineta dove l’anno scorso si era riposato con la famiglia. Niente rimpatriate con il clan, soprattutto niente giornalisti o fotografi. Festeggerà in viaggio, di ritorno da Marettimo, l’isola delle Egadi più lontana dalla Sicilia, dove ha passato le ultime tre settimane. Attorno a sé non vuole altri che la moglie, i figli, i nipoti. Nessuno che lo disturbi con domande su Veltroni o D’Alema, Letta o Tremonti, Cina o Tibet.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281731



Caos in stazione Centrale Ressa e ritardi di due ore
Agosto 1, 2008, 10:46 am
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Il nubifragio dell’altra notte ha mandato in tilt la stazione Centrale fino a gran parte della mattinata. Una pioggia torrenziale con vento e grandine ha battuto un po’ tutta la Lombardia, e degli alberi divelti e caduti sui binari fra Tavazzano, Lodi e Secugnano hanno interrotto la linea Milano-Piacenza per quattro ore. I treni merci e a lunga percorrenza sono stati deviati sulla Pavia-Bressana, ma i disagi veri sono cominciati al mattino, soprattutto per i treni dei pendolari, che hanno accumulato ritardi superiori all’ora e mezzo, un po’ su tutte le linee. Enormi i disagi per tutti i viaggiatori, molti dei quali in partenza per le ferie estive. Dalle 6 e 25 il traffico ha proceduto su un unico binario, con circolazione alternata dei treni. Le Ferrovie parlano di un ritardo massimo di un’ora sulla linea bloccata – e di rallentamenti sulla Milano-Monza-Molteno-Lecco – poi ridotto a 40 minuti intorno alle 7, e definitivamente assorbito alle 9 e 45, quando la circolazione è tornata regolare. I consumatori segnalano ritardi superiori alle due ore e mezzo da Cremona a Milano. Ma le conseguenze del nubifragio si sono fatte sentire per buona parte del giorno, non solo sui treni. Il Seveso ha esondato, allagando i sottopassi di viale Zara e Fulvio Testi. Allagamenti anche in piazzale Istria, viale Milton, via Liguria, viale Montenero. Centocinquanta gli interventi dei vigili del fuoco, 60 quelli dell’Amsa. Una gru è crollata sfasciando delle auto a Rho.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280192